E risero di nuovo e camminarono nella polvere alta della via maestra, e ne ingoiarono della polvere! Il meriggio era soffocante. L'osteria di Giovannino, tutta bianca, aveva le persiane socchiuse; il silenzio più completo dominava.
--Signora Lucia, qui non si fa colazione.
Si guardarono con una cera afflitta. Erano rossi dal caldo. In questa un cameriere con un calzone militare ed una marsina civile, venne sulla porta, sogguardandoli con la più grande meraviglia. Quando essi salivano per la scaletta, li seguì.
--Ho da preparare in una stanzina particolare?--poi chiese, come se parlasse fra sè, sottovoce, timidamente.
Federigo esitò un momento, ma lei prontamente, con un risolino schietto, si voltò e disse:
--Sicuro.
Dopo, rimasti soli, nella sala grande, furono un po' imbarazzati. Ma fu un lampo. Subito subito, da persone di spirito, compresero la graziosità della posizione.
--Sì, o signora,--esclamò Federigo, con accento drammatico,--turbiamo l'onesta coscienza di quest'uomo....
--Scandalizziamo addirittura. Noi ci amiamo, noi siamo due esseri colpevoli e felici, in procinto di fare una tragica colazione, mangiando la costoletta del disonore e bevendo il vino del tradimento...
--Signora, noi rotoliamo in un abisso...