—Ipocrita, niente altro che ipocrita!—gli gridavo, furiosa che egli proseguisse nell'inganno.
Egli mi guardava, crollando il capo.
Oramai, purchè non mancassi ai convegni, purchè mi lasciassi amare, purchè, sotto la sua seduzione—ah egli la esercitava su me, la esercitava!—avvampassi anche io di passione, egli tollerava qualunque mio affronto.
—Non posso fare a meno di te,—soggiungeva, come vinto da una fatalità!
Come la invocavo, la mia liberazione! Ogni giorno di quell'amore che trascorreva, ribadendo i miei ferri, mi recava un oltraggio di più. Mi disprezzavo, per aver ceduto a un uomo così volgarmente predominato dai bassi istinti della vita: e anche mi disprezzavo, per non averlo saputo elevare sino a me, lasciandomi invece trascinare giù. Mi sentivo indelebilmente macchiata. Avevo offeso l'amore e tutta la sua santità e tutta la sua purezza. Chi ama forte e ama bene, non pecca mai, nell'amore. Nella imperfezione dell'amore sta il peccato. La colpa esiste solo dove è la debolezza, la miseria, la grettezza, la bassezza. Eravamo due colpevoli, Nino Stresa e io: e mai, mai, nessun'assoluzione, nella vita, ci avrebbe potuto redimere dalla nostra macchia. Oh lui non ne soffriva, non capiva neppure la volgarità in cui viveva, gli pareva di essere un perfetto amante, e si lagnava della mia crudeltà! Io, io, sentivo tutto il disdegno di una relazione simile, indegna di una donna, di una signora: io aveva l'anima scoperta e ferita, e frizzava a ogni soffio d'aria. Egli, intravvedeva il dramma del mio spirito, senza intenderlo. La sua sola paura, era che lo lasciassi:
—Per carità, non mi abbandonare!
Ed esigeva sempre nuovi convegni, e ne prolungava le ore, e mi seguiva, e mi cercava, temendo che gli sfuggisse il possesso di questa donna che aveva orrore di lui. Lo lasciai, due volte: mi riprese due volte. Allora, disperata, nel colmo dell'avvilimento e della esasperazione, io tradii questo imperfetto amante, questo Nino Stresa. Ah il vile, il vile, sempre il medesimo! Lo dovetti tradire molto, per molto tempo, con una feroce ostinazione, con uno scandalo pubblico, perchè egli mi lasciasse stare. Nulla vi è più, fra noi, da tre anni. Eppure, quando mi incontra, egli mi guarda con quei suoi occhi così dolci, così facilmente velati di lacrime e così infinitamente tristi, che mi hanno mistificata, e la cui singolare espressione, lo confesso, non so donde venga. Egli fu un imperfetto amante e io l'ho tradito, ecco tutta la storia dei fatti.
L'IMPERFETTO AMANTE
(Giustino Morelli).
Anna così racconta: