—Sì,—disse Beatrice, con un atto disperato delle braccia.

—Più tardi…. quando l'amore era finito?…

—No, morto in pieno amore, morto nella verdezza e nell'ardore della passione, morto quando il sogno era diventato realtà e quando la realtà pareva una visione, morto, strappato all'amore!

—Oh poveretto, poveretto!

—Si chiamava Luigi Caracciolo,—singhiozzò l'amante infelicissima.

—Egli avrà dovuto esser disperato di morire?

—No: sulle prime, pareva straziato: poi si rasserenò. Diceva di morir bene, senza disinganni e senza delusioni. Mi adorava, mi benediceva, dal letto di morte. Quanto diventò bello, dopo, Maddalena….

E a lungo, a lungo, Beatrice Albano pianse su quel ricordo così vivace e così fremente nel suo cuore. Piano piano Maddalena Herz le rasciugava le lacrime, senza dirle nulla, con una piccola carezza muta. Alla fine, le lacrime s'inaridirono; ma la donna dolente rimase immobile, con le mani incrociate sulle ginocchia, guardando nel vuoto.

—Egli era troppo perfetto per vivere e per amare; doveva morire,—disse Maddalena Herz, come se parlasse a sè stessa.

Beatrice la guardò: le palpebre le batterono, assentendo.