—Vice'—disse Aniello, il marinaio, dammi un carboncino per accendere —la pipa.

—Tenete, tata,—fece Vicenzella, sollevando la pignatta.

Aniello era scalzo, vestito semplicemente di un paio di calzoni di tela bianca che gli arrivavano a metà gamba e di una camicia portata come una blusa sopra i calzoni: si vedeva il bruno petto villoso: sulla testa un cappellaccio di paglia, tutto sfondato. Era salito su dalla spiaggia di Santa Lucia, veniva dallo stabilimento di bagno dove faceva da marinaio, cioè da bagnino.

—Gesualda?—disse lui.

—Va esigendo denaro.

—E Fortuna?

—È andata a comperare un soldo di frutta.

—Mi meraviglio che non ci è qua don Ciccillo,—disse il bagnino.—Starà facendo il bagno, con quella ragazza.

—Quale ragazza, tata?

—Non lo sai? Mi ha detto Gaetano, il compare mio, quello dello stabilimento del Sole, che ieri don Ciccillo ci ha accompagnato una ragazza, una bella ragazza, con lo scialletto e la frangetta sulla fronte.