«Mi sembra caro».

«Nossignore, Lei s'informi dei prezzi, poichè è forestiero, e vedrà che non è caro, nel centro di Roma, a un passo dal Corso. Non faccio per vantarmi, ma il quartino è messo con molto gusto: ne ho sempre capito io...»

E la portinaia si arruffò la frangetta del parrucchino sulla fronte. Il deputato si strinse nelle spalle.

«È caro,» insistette.

«Non ci è obbligo, sa, di pigliarlo; ma che Lei vuole un quartino libero, con la porta sulle scale, mobiliato e senza noie, chè qui ognuno bada ai fatti suoi, col caminetto, è un lusso che non si trova altrove; che Lei vuole tutto questo in Via del Gambero per meno di centottanta lire, caro signore, Le assicuro che non è possibile. Il deputato del primo piano ci è venuto da quattro anni e vi si trova benissimo, non se ne va più; il deputato del secondo piano ci è venuto, consigliato dall'amico, e ci è rimasto, son già due anni. Qui non si sfitta mai: la sarta del primo piano ha una clientela di signore dell'aristocrazia, che ci è sempre una vettura innanzi alla porta.»

«Va bene, capisco, ma tutte queste cose non mi servono».

«A piacer suo: ma girerà, girerà, vede, e non troverà nulla di buono come questo. Sono sicura che ci ritorna, signor deputato; questo è proprio un posto fatto per Lei».

E scendevano per le scale, mentre saliva una signora, chiusa in una pelliccia di lontra, con un velo marrone che avvolgeva il berrettino di lontra, la testa, il collo, il mento, sotto cui s'annodava con un cappio vistoso. Ella saliva lentamente e presso la porta della sarta si fermò.

«Eccone una,» mormorò la portinaia. «Andrà certo a provare un vestito».

Ma non s'intese rumore di campanello e di giù, alzando gli occhi, l'onorevole Sangiorgio vide quella irriconoscibile figura femminile salire chetamente al secondo piano.