«Che sigaro è?»

«Un Minghetti

«Questi Minghetti odorano talvolta,» osservò lei.

E attese che lui fumasse, guardando la sottile striscia di fumo che se ne andava nell'aria chiara. Una carrozza sbucò dai Due Macelli, chiusa, rapidissima, passò innanzi a loro, scomparve verso il Babuino.

«Vengono dal veglione,» disse lui.

«Che brutta cosa è il veglione!» susurrò donna Elena con un filo di voce armoniosissima.

«Sì,» rispose Sangiorgio a quel suono melodioso che gli carezzava così acutamente i nervi che quasi quasi ne soffriva.

D'un tratto ella si rizzò in piedi, scattando come una molla.

«Ho freddo, ho freddo, andiamo via,» disse rudemente.

E si strinse sempre più nella pelliccia, calò il cappuccio più avanti sulla fronte, si attaccò al braccio di lui e lo strascinò via, verso Propaganda. Egli aveva gettato via il sigaro: e sentiva a un tratto mutato lo spirito di quella donna, sentiva che quel momento gli sfuggiva, che non poteva più contare su nulla. Ma, superbo, taceva. Forse la sua era stata una fantasticheria di orgoglio. Contare sopra il capriccio di una donna? E si stringeva nelle spalle, ridendo di sè stesso, che per un istante aveva creduto di poter dominare una di queste creature frivole e vili.