«Avete bevuto un sorso di cognac

«No.»

«Male; bisogna sempre fortificarsi.»

«Non ce n'è bisogno,» rispose Sangiorgio mentalmente.

«Io comanderò l'azione. Voi scegliete le sciabole,» disse Castelforte. «Volete esaminare le nostre?»

«Scelgo le nostre,» disse Lapucci. «Eccole.»

Oldofredi, dall'altra parte del terreno, con un anemone ai denti, guardava il paesaggio, voltandosi intorno. Castelforte venne incontro a Sangiorgio, gli fece impugnare la sciabola, gli legò l'elsa al polso, lo accompagnò al suo posto. I due dottori si scostarono di venti passi, Scalìa si fermò alla sinistra di Sangiorgio, Bomba alla sinistra di Oldofredi. Lapucci e Castelforte si posero a mezzo il terreno, uno di qua, l'altro di là, ciascuno con una sciabola in mano.

Oldofredi aveva l'aria più sciocca e insignificante del solito: certamente, non ancora il suo spirito s'era fermato al fatto di cui egli era tanta parte.

Castelforte, con quella sua aria di capitano di cavalleria, guardò Sangiorgio, poi guardò Oldofredi, imperiosamente.

«Signori.....» disse con intonazione di cantilena.