—Veramente, ti piace? Di' la verità.

—Mi piace moltissimo.

—Ora te ne leggo un pezzo. Ti secchi?

—No, amore, no.

Egli dava di piglio alle molte cartelle dove scriveva col suo carattere lungo e sottile, e con voce tremante, mentre le dita che tenevano il manoscritto tremavano, egli cominciava la lettura. La voce si facea più ferma e ondeggiava nei periodi che si legavano l'uno all'altro, e si abbassava mollemente, s'innalzava violenta. Attentissima, ella non batteva palpebra. Pure, quest'attenzione non gli bastava:

—Tu, non mi ascolti?

—T'ascolto.

—Hai l'aria distratta.

—Non è così. Leggi.

Paolo riprendeva la lettura. Si arrestava, per vedere se sul volto di
Adele Cima passasse qualche impressione: e la vedea mutar di colore.
In verità, era quella voce dell'amante, quella esaltazione, il rombo
della lettura, che la commovevano.