—Quante cartelle ne hai scritte?—domandava Adele, dando un'occhiata obbliqua al manoscritto.
—Sessantacinque.
—E quante altre te ne restano?
—Centocinquanta, più, forse.
—Ah!
Si voltava in là, per non fargli osservare il suo viso, dove la pena che questa febbre ancora molto, troppo durasse, si dipingeva. L'indomani, lo trovava tetro e disfatto.
—Ho scritto delle corbellerie ignobili—le dichiarava lui.
—Come? Non ti sembravano un capolavoro?
—Mi sembravano. Ero esaltato. Sono corbellerie.
—A me piacevano.