—Naturalmente.
—Paolo!—era la sola rimostranza dolorosa.
—Mia cara, che vuoi capire tu? Quando piace a te, è segnale di ignobile corbelleria.
—E allora, perchè leggi a me?
—Così, per sfogare: niente altro.
—Perchè mi domandi il giudizio?
—Perchè gli scrittori sono delle bestie inconcludenti, deboli e vigliacche—esclamava lui, nella brutalità delle giornate di abbattimento.
—Non dire questo, Paolo.
—Taci, Adele. Vattene.
Ebbene, ella si accorgeva che negli accasciamenti della sua febbre d'arte, in quegli accasciamenti in cui tutti i mortali chiedono soccorso di tenerezza, ella non poteva consolarlo. Sensibilissima sentimentalmente, ella misurava col cuore timido e trepido questa sua impotenza e la esagerava. Quel male ignoto e quel dolore ignoto traevano origine da radici di profonde e sconosciute infermità morali e forse fisiche: ella poteva bene piegare il volto su quell'ombra, il suo inesperto sguardo nulla vi potea mai distinguere. Adele si ritraeva, con un senso vivo di umiliazione sempre rinnovantesi e che le aveva omai aperto nell'anima una fine ferita sempre sanguinante e sempre frizzante. Il silenzio era il suo rifugio, dove naturalmente, le più semplici e anche le più tormentose supposizioni la facean dubitare di sè stessa, di Paolo Spada, dell'amore. Forse, egli era stanco di lei e non glielo diceva per gentilezza d'animo; forse, questo suo amore che era niente altro che amore, offerto con tanto abbandono, ma con tanta monotonia, aveva già nauseato Paolo; forse egli pensava a quelle sue donne così raffinate, così squisite, che lo amavano in una forma complicata e straordinaria, che gli scrivevano quei pacchi di lettere da lui conservate preziosamente, da lui spesso rilette, spesso giacenti in confusione sul tavolino da scrivere—talvolta, egli si serviva di quei documenti per la sua storia d'amore—mentre ella non aveva mai osato di scrivergli un biglietto, temendo di commettere degli errori di grammatica e di ortografia; forse, egli già ne aveva trovata un'altra…. ella era così sciocca, così infelicemente sciocca! Con cura, ella nascondeva i suoi sospetti, per non torturarlo, giacchè ella gli risparmiava, amorosamente, qualunque puntura; ma, senza volerlo, trapelavano.