La voce era tenue e un po' tremula, ma le parole si udivano distintamente. Massimo tese l'orecchio, guardò acutamente, e si accorse che la donna si dondolava sopra una sedia, cantando, come se si cullasse; aspettò che ella avesse finito, poi, piegandosi sulla ringhiera, chiamò:

—Luisa, Luisa?

—Che volete?—rispose una fresca e lieta voce femminile.

—Buona sera: vi sto ascoltando, ma la vostra canzone è troppo triste.
Perchè non ridete un poco?

—Così, per ordine vostro?

—Ve ne prego: ridete.

—A che servirebbe?

—Per rallegrare la mia infinita malinconia.

—Voi, malinconico?—e diede in uno scroscio di risa fresco e limpido.

—Brava, brava!—egli esclamò, applaudendo.