—Sentite—le diceva lui, scendendo—ognuno di noi si secca….
—Io non mi secco mai.
—…. non mi contraddite, voi vi seccate, come me, della solitudine. Quando state sola, che fate?
—Penso….
—E non vi viene voglia di uccidervi?
—Neppur per sogno. I miei pensieri sono dolci.
—A che pensate?
Ella fu lì lì per rispondere, con sincerità: ma fortunatamente si rattenne.
—Che v'importa?—mormorò invece, con una certa malinconia.
—Ma insomma, se deviate sempre il discorso, non lo finirò mai. E vi assicuro che è grazioso, che vale la pena di udirlo, Dunque, che voi vi possiate seccare o no nella solitudine, questo non preme, ma nella solitudine mi secco io, e voi siete allegra, voi cantate, voi suonate l'arpa, voi ridete così bene. Uniamoci insieme, fraternamente, così io non mi seccherò più, e voi, credo, vi divertirete meglio. È deciso, eh? Come fratello e sorella, naturalmente. Un giorno o l'altro, poi, vi mariterei a un amico che amassi molto. È deciso?