Ella rideva, rideva, sommessamente, mentre attraversavano l'ampio portone. Una risata, però, che aveva qualche soverchio trillo nervoso.

—Non volete saperne?—disse lui, seriamente, fermandosi, sul marciapiede.—Non è mica una cattiva offerta. Sono vecchio, io, ma sono sempre un buon figliuolo: ho viaggiato, vi posso raccontare delle storielle interessanti…. pensateci bene….

—Sì…. sì…. combineremo, un giorno o l'altro—e la fanciulla voltò la faccia in là, per non farsi scorgere.

Massimo e Luisa scendevano per via Gennaro Serra incontrando una quantità di gente che saliva e scendeva, ondeggiando, a coppie, a gruppi, a crocchi, a file, con la mollezza estiva della folla napoletana. Malgrado che fossero le dieci, molte botteghe erano ancora aperte e illuminate: non vi si lavorava; delle donne in giacchettina bianca prendevano il fresco sulla porta, chiacchierando, e dall'Egiziaca veniva un suono di chitarre e di mandolini. La birreria Dreher, sotto i marmorei portici di San Francesco di Paola, aveva messo fuori tutti i suoi tavolini di marmo, e le tazze di birra, dalla cima schiumosa e nevosa, apparivano alte sui vassoi, portati dai camerieri, mentre i pesanti piattini di cristallo si accumulavano innanzi agli avventori. Adesso, sorgendo pallida e mancante sul lato sinistro, elevandosi sopra l'arsenale di marina, la luna illuminava tutta piazza Plebiscito. La facciata della Prefettura, tutta chiara sotto il raggio lunare, aveva delle persone che si muovevano sui suoi grandi veroni: il Gran Caffè e i suoi tavolini, allargantisi sulla via, e i molti avventori erano avvolti in un chiarore fantastico, e le donne recavano con lentezza il cucchiaino del sorbetto alle labbra, o agitavano il ventaglio pian piano, con gli occhi sgranati, quasi sognassero. Nella piazza Plebiscito, andando lentamente nella morbida luce lunare, la gente passeggiava, sulla striscia di pietra bianca, innanzi alla fontana: e il grande getto d'acqua, alto, sottile, pareva una piuma bianca, immobile, tutta penetrata dalla luminosità della luna.

—Che bella notte!—susurrò Luisa, affrettando il passo.

—Vi è troppa gente—disse lui, buttando la sigaretta, diventato a un tratto pallido e pensoso.

Luisa se ne accorse. Affettuosamente gli toccò la mano con la sua mano guantata, interrogandolo con lo sguardo; egli non rispose, ma le fece un cenno che non chiedesse, che non voleva parlare. Per temperare questo silenzio, graziosamente le prese la manina guantata e se la passo sotto il braccio, e camminarono più presto, andando verso Santa Lucia. Qualcuno si voltava a guardare la fanciulla biancovestita, i cui occhi brillavano soavemente sotto la nera e trasparente aureola del cappello; ma ella non vedeva nulla, si piegava ogni tanto a guardare il suo compagno, per osservare se l'umor torvo si fosse allontanato.

—Ma che avete?—chiese, alla fine, agitata.

—Vorrei…. vorrei non essere qui—proruppe lui, esprimendole tutta la sua nostalgia inguaribile.

—Ah!—-disse ella, senz'altro, chiudendo gli occhi, mentre le labbra le tremavano.