—Cara Luisa….—ripetè lui, vagamente.
Ella lo guardava pronunziare il suo nome, non solo assaporandone la musicalità, ma sentendone acutamente tutto il tono, tutta la intenzione. Ogni volta che questo nome usciva dalle sue labbra, ella aveva un piccolo tremito interno: quando già il nome era stato portato via dalle onde dell'aria, ancora in lei, nel suo cuore si allargavano più grandi, più grandi i cerchi di quel tremore.
—Guardate quelle casette, laggiù?—continuò ella, per sfuggire alla sua crescente commozione, accennando alle casette dei Bagnoli.—Son tutte chiuse, non un lume. Tutti riposano felici, senz'aver bisogno di ammirare la notte e la luna…..
—Gli abitanti di quelle casette videro un giorno un orribile spettacolo—rispose lui, macchinalmente—è qui che hanno fucilato Misdea.
—Qui?
—Laggiù, in quella pianura.
—In una notte come questa?
—No, in un'alba freddissima.
—Perchè lo hanno ucciso?
—Perchè aveva ucciso.