—Un poco.
—E di che?
—Di tutto…. la via è così deserta…. gli alberi sembrano fantasmi….
—Abbiate paura degli uomini e non dei fantasmi, cara.
—È vero—ella soggiunse, umilmente.
Forse egli stesso, in quell'ora così tarda, in quella deserta campagna, dove sboccavano tante grotte di tufo dalle immani bocche nere aperte, aveva come un leggiero brivido di confuso sgomento. Erano presi dal malessere di chi ha vegliato una notte intera, in preda a una sovraeccitazione spirituale e fisica, e che ne esce stanco e infelice, malcontente di sè e del tempo che è trascorso. Ma durò questo sino a che furono arrivati alla dogana di Posillipo; ivi una carrozza da nolo, di quelle sgangherate con un vecchio ronzino sciancato, una carrozza di notte, infine, stazionava. Dormivano il cocchiere e il cavallo; non si risvegliarono che a metà, quando Massimo e Luisa vi salirono.
—Portaci a Monte di Dio—disse Massimo al cocchiere.
Costui, sempre sonnecchiando, domandò se doveva alzare il soffietto.
—Sì: fa freddo—rispose secco secco Massimo.
Il viaggio in carrozza si compì pure lentamente, poichè il cavallo si riaddormentava, ogni tanto: e quando era sveglio, andava con un trotterello affannoso di sciancato, facendo dei passetti corti corti. Nella carrozza Massimo e Luisa non scambiavano una parola: ma ella sentiva che l'ora precipitava e ogni tanto i suoi occhi si rivolgevano a quelli di Massimo, interrogando. Essa voleva sapere da lui una cosa, voleva sentirgli dare risposta alla domanda che le ferveva nell'anima, da quando erano andati soli, per le vie di Napoli, per mare, sotto la luna. E tacitamente, nell'ombra, con gli occhi, lo pregava di dirgliela, la parola; e lui intendeva la interrogazione continua, supplichevole, di quei cari occhi amorosi che volevano essere amati, niente altro, e si voltava in là, come distratto, cercando di sfuggire a quella muta domanda. Una amarezza, un'inquietudine lo teneva agitato, non potendo neppure più fumare le sue eterne sigarette: ed ella sentiva che il suo sogno non era completo, se Massimo non parlava. Passava l'ora, fuggiva l'ora, essi ritornavano con la carrozza per la via fatta, e lui non voleva, non voleva dire….