—Poveretta, poveretta!
—Se sapeste, se sapeste!—ella balbettò, al massimo dell'emozione.
—So…. so qualche cosa….—e il calore della piccola mano che egli sentiva, dall'apertura del guanto, aumentava immensamente la sua confusione.
—Se potessi dirvi…. amico mio…. se potessi dirvi tutto—ed affannava, come se i più terribili segreti la soffocassero.
—Tacete…. non dite niente—egli le susurrò, all'orecchio.
—Che bene mi farebbe il parlare, amico mio! ah io mi sento affogare. Da anni e da giorni, io vorrei gridare, urlare, pur di gittar via la mia pena.
E lo guardava con occhi così dolorosi e così interrogativi, così invocanti un orecchio pietoso alle confidenze, che egli si arretrò. Era pallidissimo: ma Clara, nell'egoismo della sua angoscia, non se ne accorgeva.
—Non potrei ascoltarvi, Clara.
—E perchè, e perchè?
—Così: non potrei.