—Non mi siete amico, allora?
—Sì, vi sono amico—e parlava con un evidente sforzo.
—E non vorreste confortarmi?
—Vorrei, vi giuro che lo vorrei; ma così, non posso.
—Che crudele siete! Voi sapete che se io potessi dirvi la mia croce, essa sarebbe meno schiacciante, meno pesante; voi sapete che se io potessi piangere accanto a voi, a lungo, a lungo, piangere immensamente, infinitamente, queste lacrime mi laverebbero da ogni torbido proposito: e mi negate questo sollievo. Ah siete un crudele! Non eravate, crudele!
Si erano fermati all'angolo di via Babuino, dopo aver attraversata piazza di Spagna. Egli la guardava, immobile, con gli occhi pieni di dubbio.
—Ma che donna siete voi, Clara, che non dovete intendermi nè prima, nè poi? Io, vi debbo consolare, quando tutto il tempo della vostra gioia è stato dato ad altri? Io? Chi sono io? Niente, nessuno Così avete voluto che io fossi: niente e nessuno.
—Avete ragione—ella disse, domata a un tratto, caduta nella rassegnazione e nell'umiltà.
—Non vi rammentate che vi ho adorata come uno schiavo e che avete battuto sul mio cuore, come si batte sul dorso di uno schiavo? Non vi rimprovero, non mi lamento: ma voi mi domandate anche della pietà, voi che non ne avete avuta mai!
—Avete ragione—Clara ripetè, umilmente.