—Ma, sentite, Giovanni, sentite con pazienza, poichè queste cose mi soffocano, sino a morirne, e le debbo dire, giacchè sono le ultime parole di passione che mi usciranno dalla bocca, in questa vita. Sì, sì, le ultime, poichè io ho trovato in questa mia anima, così maltrattata, così ingiustamente maltrattata da chi non doveva mai farlo, ho trovato una sublime speranza, Giovanni, quella di poter essere un'altra donna, quella di poter amare con un infinito entusiasmo e una infinita devozione, quella di poter essere in una estrema tenerezza, una donna leale, pia, umile, vivente solo per voler bene, così, come una povera creatura ammalata e convalescente si innamora della vita, di nuovo!

—Illusione, illusione—balbettò lui, tentando reagire contro quella esaltazione sentimentale, che gli si comunicava, fatalmente.—Voi non potrete mai far questo, Clara!

—Io posso fare tutto quello che voglio, io lo farò—ella rispose energicamente, altieramente.—Ah ho ben visto, io, in questo tempo, nella mia anima, io vi ho letto come in un libro aperto, io so tutto, io so che una sola cosa può farmi rivivere ed è un affetto schietto e saldo, senza altri interessi morali che l'affetto istesso, senza altro desiderio che dare uno slancio di purezza a quest'anima, senz'altro ideale che la redenzione di uno spirito malato e corrotto.

—Non vi riescirà, non vi riescirà—egli esclamò, in preda a tale un'agitazione e a una confusione, che gli pareva di non aver parlato lui, ma un altro.

—Se questo non mi riesce, io sono perduta, Giovanni—ella soggiunse, cupamente,

—Ma perchè, perduta?

—Perduta, perduta! Questo è l'ultimo anello che mi lega alla vita: se si spezza, cessa la ragione della mia esistenza. Ebbene, io non posso perdermi, Giovanni, io non posso morire, io sono vecchia, perchè ho vissuto troppo, è vero, ma non ho che trentaquattro anni, e sono troppo pochi per rinunziare, per morire! Io non voglio rinunziare, io mi abbranco a questa speranza, essa mi deve aiutare a vivere, io voglio amare così, se no, sono perduta e niuno, niuno può desiderare la perdita e la morte di una creatura come me!

—Ma chi, chi volete amare?—gridò lui, levandosi, volendo fuggire, ma non trovandone la forza.

—Voi—esclamò ella, guardandolo con gli occhi sfolgoranti, con le labbra schiuse che mostravano i bianchi denti minuti, che egli aveva adorato.

—Me? me? E perchè?