—Sì, moltissimo—ella esclamò, impetuosamente, con la verità sulle labbra e nel cuore.
Giovanni fu scosso, da questo colpo diretto.
—La cosa è già fatta—egli disse, piano, cercando una via obliqua, per ischermirsi.
—La seduzione passata, Giovanni, non conta—soggiunse subito, la terribile e infelice donna, riportandolo al duello.—Era una pessima seduzione, fatta da una donna perfida e fallace, una seduzione fondata sull'inganno, che partiva dalla malvagità e arrivava alla perversità. Non quella, non quella! Mi sarebbe piaciuto sedurvi, mi piacerebbe sedurvi, con una seduzione nobile e alta, quella della schietta anima femminile, che si dà in tutta la sua naturale bontà, con una seduzione fondata sull'amore, profondo, umile, segreto e pure sgorgante da ogni atto e da ogni parola!
Si era avvicinata a lui, chinata verso lui, parlandogli: e gli parlava con una voce tremante, roca, come egli non aveva mai inteso uscire da quelle labbra. Egli ebbe un atto di smarrimento:
—Tacete, Clara, tacete!
—No, amico mio, non mi fate tacere, non vi ho mai detto nulla, in questo tempo, e ora muoio, se non vi dico tutto….
—Io non posso udirvi….—e cercava sciogliere le sue mani da quelle di lei che le tenevano, nell'affanno dell'emozione, strettissime.
—Sì, sì, potete udirmi, giacchè io nulla debbo dirvi che vi turbi, che vi offenda! Giacchè io non voglio niente da voi, Giovanni, niente! Voi mi avete amata, è vero, nel passato e io sono sacrilega, quando lo nego, ma anche il sacrilegio è una forma della passione, anche il calpestare è una voluttà dell'amore! E ora voi non mi amate più e avete ragione; io sono stata crudele, io sono stata infame, con voi, vengono dei momenti in cui mi faccio orrore, ve lo giuro….
Mentre parlava ella, così, singhiozzava e il suo petto si sollevava, nel singulto. Qualche rara lagrima le usciva dagli occhi e Clara l'asciugava rapidamente, col fazzoletto. Giovanni l'ascoltava, la guardava, stupefatto, incapace di difendersi più, e incapace di sottrarsi al pericolo estremo in cui si trovava.