—Perdonatemi, Giovanni: ho avuto un accesso di cattiveria.

—Tanto, per non cambiare—ed egli ebbe un pallido sorriso.

—Sono cose che restano, a filoni, nell'anima. Ma l'anima è così cangiata!

—Così?—e la tenerezza velava l'incredulità.

—Tutta quanta. Non ve ne siete accorto? Vi sono sembrata la stessa, in questo tempo, la stessa di dieci anni, ditelo, in coscienza?

—No, non mi siete sembrata la stessa. Ma non vedo la causa del vostro cangiamento e non so lo scopo.

—Al solito, voi mi supponete qualche infernale progetto? No, Giovanni, disilludetevi. Nulla vi è di più complicato in me—e sorrise, con una mesta semplicità.

—Nulla?

—Nulla: a che? Per sedurre chi? Voi siete inseducibile.

—Vi piacerebbe sedurmi?