—Sì—rispondeva Adele.
—E perchè?
—Perchè siete una persona così diversa da me—ella diceva, con una umiltà sincera.
—Non importa, non importa—era la parola indulgente e carezzosa del seduttore.
Ella aveva finito per promettere di andare da lui, in quel giorno, alle due; e Paolo Spada, in un rinnovellamento pacifico di tutte le sue forze morali, in un rigoglio di tutte le sue energie fisiche, aveva inteso una viva gioia dilatarsi in lui. Nessun dubbio lo tormentava, come in tutti gli altri primi convegni, in cui mille volte aveva temuto che l'amata non giungesse—e gli era bene accaduto, di aspettare invano!—che un capriccio, un caso la trattenessero: egli era certo che Adele Cima sarebbe venuta al convegno. Era troppo semplice per mancare.
—Ed ella verrà anche a tempo, alle due, non prima e non dopo: forse, si tratterrà per via; per non giungere troppo presto—egli pensò, leggendo a distanza nell'anima della sua dilettissima stupida, come già la chiamava.
In onore della semplicità di Adele Cima, egli non fece nessun preparativo nella sua casetta di via San Sebastianello, che guardava piazza di Spagna e le prime vette degli alberi del Pincio: altre volte egli bruciava dei profumi, egli comperava dei gigli, delle orchidee per piacere alle sue raffinate amanti. Un fascio di rose in un vaso di cristallo gli parve che bastasse. Del resto, le sue stanze che formavano il suo quartierino da scapolo, da amante e da scrittore, avevano in sè tale accumulamento di bizzarrie, nei mobili, nelle stoffe, nella disposizione, in ogni oggetto, che egli guardava tutto ciò, con occhio compiaciuto, pensando allo stupore della cara piccola donna sorridendo, da prima, all'effetto che avrebbe prodotto su lei ogni cosa, dai tappeti di Smirne, a un idolo di bronzo e avorio panciuto, orribile; dal letto che era dissimulato sotto una grande stoffa di chiesa, ai ritratti delle donne amate che guardavano dalle loro cornici di argento inglese e di cuoio impresso. E una crescente tenerezza lo invadeva, all'idea di quella buona giovane creatura, così attraente e così nuova per lui, che veniva col suo passo quieto e misurato a dargli dell'amore senza enigmi, senza misteri, senza noie e senza scene. Egli si decideva ad amarla molto e bene, questa povera Adele Cima, senza mai darle un dispiacere, senza mai farle intendere da quali altezze di pensiero e di sentimento egli discendesse, per raggiungere l'umiltà di quell'amore, senza mai comunicarle la febbre che lo ardeva, nelle sue ore di lavoro e di doloroso lavoro. Voleva amarla moltissimo e bene, giacchè egli sentiva quale grande refrigerio alle sue vene ardenti sarebbe venuto dalla freschezza di quell'amore, quale equilibrio sereno avrebbe messo nei suoi nervi quella mitezza d'anima muliebre, quale pace forte e vivificante avrebbe data al suo mobile e inquieto pensiero, la lentezza, la semplicità, la piccolezza del pensiero di Adele Cima. Sì, quella stupida gli sarebbe stata infinitamente cara, giacchè sarebbe stata infinitamente utile al morbo del suo spirito!
Ella venne alle due, precise. Paolo Spada che aveva gli occhi sull'orologio, come giuocando con sè stesso, sorrise, udendo suonare alla porta. Andò ad aprire egli stesso. Adele Cima gli apparve innanzi e gli sorrise, così innamoratamente, che l'uomo sentì vincersi da una emozione. Invece di baciarla sulle labbra, molto finemente, egli si inchinò e le baciò la mano. La trattava come una duchessa: egli si accorse subito che ella era meravigliata e confusa di ciò, cominciando a non capir nulla, da quel primo bacio. Poi, Adele Cima si distrasse immediatamente: egli l'aveva condotta a sedere sopra un divano, dove era gittato uno scialle turco, e le toglieva lentamente un guanto, scherzando con le dita: essa stringeva ogni tanto la mano di lui, mentre si guardava intorno, incantata. Mai, aveva visto nulla di simile: e tutto le sembrava strano e incomprensibile, producendole esattamente l'impressione che egli aveva preveduta. In sè, egli sorrise di aver perfettamente indovinato quell'effetto. Adele Cima era come egli la vedeva, la intendeva, la supponeva, di una facilità d'interpretazione tale, come se egli rileggesse un libro imparato a memoria nell'infanzia e tutti i brani gli si ricostruissero nella mente.
—Vi piace, qui?—le domandò lui.
—…. Sì—ella rispose, dopo un minuto di esitazione. È sempre così oscura, la casa?