—Essa è vostra, Chérie.
—No, no, non mi parlar di denaro, mi secchi—e impallidì, preoccupatissima.
—Se vai in collera, sono pronto a dichiararmi un pezzente. Voi siete amata da un gentiluomo povero, Chérie, poverissimo.
—Giura che mi ami!
—Io, Paolo Herz, sul mio onore e sulla mia coscienza, giuro di amare di ardente amore la signora Chérie…
—Da quando?
—Da un'ora e sette minuti, lo giuro, con l'aiuto dell'orologio.
—Scrivi ciò—ella disse, levandosi, portandolo presso un grande tavolino di legno scolpito, dove era un immenso calamaio dell'Impero. Gli dette un largo foglio di carta bianca, una penna d'oca e chinandosi su lui, ripetette:
—Scrivi.
Ma mentre si chinava, ella non seppe schivarsi ed egli la baciò fuggevolmente. Nè quelle labbra potettero frenare un sorriso.