—Sì, sì, sì.
—Dove andremo?
—Dove ci porterà il primo treno che troveremo, e poi un altro treno; e poi un altro…
—Fin dove?
—Chi lo sa!
—Che faremo, laggiù?
—Niente, Paolo; nulla più di qui.
—Ma io dovrò vivere, pensare, agire, Chérie, comprendi questo? Io sono inetto a ciò, adesso.
—Non ti capisco—ella mormorò, chinando gli occhi.—Ma qualunque paese sarà migliore di questo.
—Io non posso amarti!—gridò Paolo vincendo la sua ripugnanza a dire una cosa atroce.