—Sentite. Voi sapete che io ho un carattere sentimentale e un temperamento amoroso. L'amore, così, è stato il grande affare della mia vita. Io ho amato varie volte e con entusiasmo, con profondità. Le donne che ebbero tutto me stesso, mi meritavano, non mi meritavano, erano, sovra tutto, degne di tanto amore, io non lo so! So che mi detti ad esse e all'amore, con trasporto. Ebbene, a traverso a questa dedizione della mia persona, dei miei pensieri, dei miei sentimenti, io ho scorto, in un cantuccio del mio spirito, un pensiero solitario, talvolta latente, ma costante: il pensiero di voi. Non già che vi amassi, mentre ne amavo un'altra. No. Ma mi occupavo di voi, ma vi seguivo in tutte le evoluzioni della vostra vita, ma nulla di quello che facevate voi, mi era indifferente. Andando a un convegno d'amore, desideratissimo, se v'incontravo, mi distraevo subito, non per molto, ma mi distraevo: tornando da un convegno d'amore, tranquillo, felice e stanco, se vi rivedevo, per la via, tutto il mio essere aveva una vibrazione. Quando mai mi siete escita di mente? Una curiosità costante di voi, dei vostri fatti, della vostra esistenza ha accompagnato tutti i miei ardori per altre donne, io ho delirato di amore e di dolore, ma non sono mai stato infedele a questo pensiero, a questa curiosità. E se il criterio dell'amore è un abbandono assoluto, incondizionato, se bisogna donarsi tutto, se il lasciare anche una piccola parte di se stesso, è una infedeltà, io ho tradito tutte le donne che ho amate, per voi.

—Per questo soltanto, avete avuto la certezza che mi amavate?

—Non soltanto! Il vostro cuore ha avuto le sue ore di passione, non è vero?

—Sì—ella disse.

—Ne ha avute anche di aberrazione?

—… Sì.

—Quanto ho sofferto, sempre, in queste ore, che gelosia continua, profonda, sanguinante, ho avuto di voi e della persona che amavate! Che tormento lungo e sottile, ad ogni nuovo sospetto, a ogni nuova induzione! Che spasimo segreto, non tanto segreto, però, che non ve ne accorgeste, voi! Dite, ve ne siete accorta?

—Sempre. Ogni volta che ero prossima ad amare qualcuno, l'idea che voi ne avreste sofferto, mi ha turbato molto: qualche volta, vedete, ho rinunciato, perchè sentivo tutta la vostra gelosia.

—Atroce! V'intendevo, io, quando stavate per commettere un altro errore e venivo da voi, e vi parlavo, vi rammentate, vi maltrattavo, talvolta! Ciò vi fermava, lo so. Ma quella volta, quella volta fatale, nulla vi arrestò, nulla poteva arrestarvi ed io che vi amava, forse, dovetti assistere alla vostra caduta. Che orribile cosa, che notti ho trascorse, con questo cruccio nell'anima, vedendovi avvilita, perduta, disonorata, non solo agli occhi del pubblico, che non sarebbe di prima importanza, ma agli occhi miei, agli occhi vostri! Questo, è amore.

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