Gioielli, gioielli! — Anche gli uomini, li amano! Bottoniera per camicia, da giorno; Bottoniera di perle, per frack, con bottoni da polsi in ismalto bianco, circondati di brillanti; bottoniera bizzarra di oro inglese, per camicia da estate; grosso anello a serpe, che piglia tutta una falange; catenina sottile, per frack: orologio Pateck; orologio cronometro; grossa perla bianca, per cravatta; grosso anello per cravatta, di oro e brillantini; anello di brillanti, solitario; anello di acciaio e grande brillante; spillo artistico, per cravatta; grosso smeraldo, in anello, legato all'antica. È inutile parlare del loro valore, si capisce!

Doni capricciosi, talvolta utili, sempre graditi. — Fucile da caccia; cane danese; frustino con pomo cesellato; enorme calamaio di cristallo di rocca, con coperchio in vermeil; nécessaire da viaggio; nécessaire per pranzare, in viaggio; allacciaguanti, allacciascarpe, di argento; rasoi inglesi; macchinetta da caffè, di argento; verre d'eau; portasigarette di argento, disseminato di perle; pelle di orso bianco, scendiletto; piumino di raso, per letto; servizio da fumare di Knight; orologio da tavolino, stecca, portafiammiferi, di Janetti; statua di Tanagra.... e mi fermo! Tutto ciò costa, costa!

VII. CHRISTMAS CARD (BIGLIETTO DI AUGURIO).

Voi, mia elegante lettrice, direte, con un moto sprezzante del vostro bel labbro sdegnosetto: Biglietti di augurio? Li mandano i soldati alle serve. Certo, è meglio fare un ricco e squisito dono, per questa festa; è meglio dare dei cioccolatini, idealmente gustosi; è meglio dare dei fiori freschi; è perfino meglio fare un telegramma di augurio, non costa molto, anche con le nuove tariffe. Ma, pensateci, elegante lettrice, che questo biglietto d'augurio, di cartoncino lucido e carta ricamata, con una fantastica decalcomania sopra, questo biglietto che porta dei fiori impressi, o un cuore, o le colombelle, o un ramoscello di biancospino, o una bamboletta bionda, incappucciata di bianco, questo biglietto di augurio, di mille forme, ingenuamente sentimentali e talvolta anche comiche, è una gran risorsa, in questi giorni. Anzi tutto, non costa troppo ed ha l'aria graziosa; poi, porta un motto, sempre, e ciò risparmia degli sforzi d'immaginazione, a chi sente qualche cosa e non la sa esprimere; poi, per quanto banale possa essere, dice sempre che qualcuno ha pensato a voi, con tenerezza. Povero biglietto di augurio, è vero che se ne servono i nostri cari soldatini, per mandare i loro teneri pensieri alle loro belle: ed è per questo che noi non possiamo guardarli senza una certa emozione, nelle vetrine dei cartolai, questi messaggi di affetto! Ed è vero, anche, che il biglietto di augurio, con le sue figurine, coi suoi fiorellini, coi suoi cuoricini, con le sue bambolette, coi suoi mottetti, con le sue lucidità e i suoi colori gentili, è il messaggio della gente semplice e amorosa, della gente piena di cuore e scevra di rettorica, della gente che ama e che non trova parole per dire il suo amore, della gente che soffoca di tenerezza, ma non sa scrivere una lettera tenera. E poi, e poi, lettrice elegante mia, questo costume del biglietto di augurio, viene dall'Inghilterra: sì, sì: dalla elegantissima, dalla squisitissima Inghilterra, dal paese di tutte le supreme eleganze. Il biglietto d'augurio inglese è più carino, è più bello, è più gentile, che importa? In fondo, il sentimento è sempre il medesimo, tenero e forte, anche se è muto, tenero e forte come la morte, specialmente se è muto!

VIII. CARTE DA VISITA.

La moda delle carte da visita, per Capo d'Anno, se non è completamente finita, è molto, ma molto diminuita! È naturale che un diplomatico, un uomo politico, un alto funzionario abbia sempre il dovere strettissimo di distribuirne una larga parte: e che molti privati, anche per il giro antico delle loro relazioni, non possano sfuggire a questa distribuzione automatica. Ma molti privati e, anche, nella più elegante società, all'estero o in Italia, a poco a poco hanno smesso d'inviare o di deporre, queste carte da visita di Capo d'Anno: e se ne lasciano un centinaio, rigorosamente indispensabili, in cambio di mille, è tutto! Viceversa, piglia sempre più vigore la moda, ed è una moda leggiadra, poetica, adorabile, del Christmas card, dell'augurio, infine, sotto forma di un gentile cartoncino illustrato, sotto forma di un minuscolo calendario, sotto varie forme in cui, anche, l'arte può portare il suo contributo più fine. Giacchè, oramai, il Christmas card, l'augurio, il calendario, la piccola incisione, si fanno nelle forme più delicate e la fantasia degli artisti, degli artefici, si sbizzarrisce in una varietà grande. La banale carta da visita sparisce, con le sue due banalissime iniziali p. a.: per augurii: viceversa, l'augurio, in ogni sua manifestazione come carta d'augurio, come cartolina gentilmente illustrata, come calendarietto, si moltiplica, e i cartolai preferiscono vender queste cose qui, anzi che fare cento carte da visita, e ogni persona di animo affettuoso preferisce inviare l'augurio, il Christmas card, anzi che la carta da visita, e ognuno preferisce ricevere il calendarietto o la cartolina allegorica, invece della carta da visita. Ma non si può mandare a tutti un augurio in cartoncino, una cartolina illustrata, un calendario: è vero: ci vuol troppo tempo: e ci vuole anche una spesa maggiore: è vero! E non tutti gli amici e le amiche noi amiamo, in modo da volerci ricordare ad esse, così! Ebbene, un regime misto, allora, è consigliabile: cioè sbrigarsi di tutti gli estranei e di tutti gli indifferenti, con le carte da visita, diminuendo, naturalmente, il numero di costoro allo stretto necessario: e a coloro che amiamo, che ci vogliono bene, che ci sono lontani e per cui il nostro cuore, la nostra memoria, fremono di simpatia ininterrotta, mandare l'augurio illustrato, la cartolina artistica, l'artistico calendario. E ciò si può fare anche a Natale, come a Capo d'Anno: cominciando dal bel giorno in cui nacque il Divino Fanciullo e finendo nel nuovo anno!

IX. VISITE DI NATALE E CAPO D'ANNO.

Ebbene, quando si è molto giovani, meno giovani, o solo maturi, bisogna farle, queste visite: e quando si è vecchi, bisogna riceverle. Ma bisogna, poi farle tutte, tutte, queste visite? E allora, se si fanno tutte, tutte, devono passare quindici giorni, a trasportarsi da un capo all'altro della città, a salire al primo, al terzo e al quarto piano? La vita sarebbe ben penosa, se tutte le visite di obbligo e di non obbligo si dovessero fare, in questi quindici giorni! Invece, una delle cose più savie, è quella di pensarci su, bene, un pomeriggio tranquillo o una serata tranquilla e fare una noticina, magari, per stabilir bene l'itinerario del cuore e del dovere. Giacchè le visite del cuore, è vero, voi le farete bene? Quelle ai parenti amati e rispettati, che riceveranno questo vostro atto di tenerezza, con una emozione di piacere: quelle alle due o tre amiche dilette, con cui sempre si passa un'ora di bene morale, durante l'anno, ma di cui qualcuna, da tempo, voi non avete veduta, l'esistenza è talmente bizzarra, essa combina talmente l'unione di coloro che non si amano e la disunione di quelli che si amano! E la visita rara, quella a una vecchia dama simpatica e buona, che tutti, a poco a poco, hanno tralasciato di visitare, quella a un vecchio amico infermo, da lungo tempo infermo, e che, purtroppo, passa i suoi giorni in solitudine, la visita rara, una persona di cuore, la deve far bene, per soddisfazione di affetto? E la visita umile, oscura, a un parente povero, a una amica della giovinezza, quella visita che è una consolazione, un atto di profonda carità umana, non la volete voi fare? Poi, le visite di obbligo: scartandole, quelle di obbligo così così, quelle di mezzo obbligo, quelle di un obbligo indiretto: e lasciandovi solo quelle di obbligo assoluto, a cui voi dedicherete non più di dieci minuti, ognuna; tanto vuole il cerimoniale. Se restate più di dieci minuti, in una visita di obbligo, siete perduta! Per fortuna, vi è sempre il bel caso, cioè che voi non troviate in casa, nei giorni consecutivi, cinque, sei, otto visite di obbligo e voi, con un sospiro di soddisfazione, represso sotto un lieve sorriso di rammarico, lasciate la vostra carta da visita, piegata di traverso e fuggite via, via, a un'altra visita, guardando il taccuino e consolandovi del molto che avete compiuto, del poco che vi resta a compiere!

X. FINE D'ANNO.

Oh non è mai una superstizione tener molto, tener immensamente a quel che accade, fra le undici di sera del trentuno dicembre e le undici di sera del primo gennaio! Da cento testimonianze particolari e da una individuale esperienza, vi è qualche cosa di fatidico, da una mezzanotte all'altra: e il presagio non può sbagliare quasi mai, o sbaglia pochissimo. Se, anche per caso, voi siete triste e nervoso verso la mezzanotte, quando l'anno finisce, il vostro anno non sarà lieto e il vostro spirito sarà agitato: se nella giornata di Capo d'Anno voi avete un fastidio o ve lo procurate quasi apposta, ebbene, l'anno vostro sarà carico di fastidii, di seccature, di complicazioni. E, allora, giacchè vi è questo, cercate di saper vivere l'ultima sera dell'anno e cercate, ancora, di saper vivere il primo giorno dell'anno, e come v'imporrete con la volontà, in quella sera, in quel giorno, agli avvenimenti e a voi stesso, così finirete per imporvi, tutto l'anno. La sera del trentuno dicembre, fuggite i ritrovi dove si sbadiglia: fuggite gli spettacoli, dove si muore di freddo spirituale: evitate ogni incontro con la gente pesante o irritante. Se avete un gaio ritrovo di amici, andateci subito e passate, così, il fatidico momento della mezzanotte, e abbiate una emozione di allegria, non una emozione di ricordi: se avete un elegantissimo ritrovo mondano, dove sapete di trovare della gente molto simpatica, un vostro amabile flirt, un amico spiritoso, andateci subitissimo a flirtare e bevete dello champagne e abbracciate lietamente l'amico: evitate la solitudine: evitate i ricordi: non guardate gli antichi ritratti: non guardate nei cassetti che da tempo non avete aperti: la tentazione è grande, ma vincetela, se no, voi rimpiangerete troppo il passato e finirete per piangere. Ciò è di pessimo augurio! E nel giorno di Capo d'Anno, abbiate la ferma volontà di esser sereno: di non trovare troppo meschino il dono che vi si fa e di non badare al dono che manca: di accogliere bene ogni più umile voto: di contentarvi di quanto la vita vi dà: di non aver nervi: di compatire ai nervi altrui: di aver della bonomia nel cuore e dell'equilibrio nella mente: di perdonare ogni capriccio e di non aver capricci: di lasciarvi andare quietamente alla corrente dell'esistenza, senza trovarla nè troppo buona nè troppo cattiva. Fate le visite che più vi piacciono: abbiate una filosofia ottimista o, almeno, uno scetticismo giocondo. E rammentatevi che chi sa vivere un giorno, sa vivere un anno, e che un anno può governare tutta la vostra vita.