A questa età, si è già signorina e se la educazione, in generale, è finita, bisogna continuare a occuparsi di musica, di disegno, di lingue straniere, di bei lavori donneschi; tutte cose che rendono piacevole, piacevolissima, anche una signorina non bella e non ricca. A sedici anni, è inteso che non si va ancora nel mondo, ufficialmente: ma si possono già frequentare molto concerti, teatri di musica, qualche serata bianca al teatro di prosa, qualche piccola soirée intima. Di sera, la signorina di sedici anni deve preferire sempre il bianco, vestito rotondo, senza strascico, aperto, un poco, intorno al collo e con guanti molto lunghi, che raggiungono le maniche corte; molta semplicità e molta grazia, in questa toilette: le altre tinte, rosa, azzurro, crema, debbono essere sempre pallide e non guarnite vistosamente. Di mattina la signorina veste di lana nera, di lana grigia, di lana azzurro cupo, mai di colori vistosi, come si usa fra noi: porta sempre una mantellina o, preferibilmente, una giacchetta dal bel taglio, e non va in vitino, come si usa da noi. Di gioielli ne può portare qualche po' di più della giovanetta quattordicenne: qualche bella collana, una bella broche, una bella châtelaine, non ricche, ma eleganti, le sono permesse. La signorina a sedici anni può portare la veletta; preferibilmente bianca. Nel salone di sua madre, in visita, altrove, la signorina serba un contegno semplice, nè malinconico, perchè sarebbe ridicolo, nè altiero, perchè sarebbe odioso, nè troppo allegro, perchè sarebbe sconveniente. Sia naturale! Presentata alle signore, deve fare una riverenza e aspettare che le diano la mano, per dare la sua: se le presentano un signore o un giovanotto, un bel saluto col capo, la mano, mai. In generale, la signorina non dà mai la mano ai giovanotti, salvo stretta parentela, antica familiarità, antica conoscenza. Non balla mai, nelle soirées intime, con chi non le è stato presentato: se la padrona di casa le presenta qualcuno, ella balla con lui, ma, dopo, deve immediatamente presentare questo giovane ai suoi genitori o a chi l'accompagna: trattandosi di serate intime, grandi inconvenienti, in queste presentazioni, non possono accadere. La signorina bacia sempre la mano ai nonni, alle zie, alle cugine di maggiore età, alla madrina, ai sacerdoti: agli zii, non è necessario. Non bacia mai le amiche nella strada; mai, in casa, se vi sono estranei e specialmente uomini, presenti. Dà sempre del lei agli uomini, vecchi e giovani: alle signore di grande rispetto, anche il lei. Del tu solo, come uomini, ai fratelli e nipoti. Infine, il riserbo unito all'amabilità e alla buona grazia, ecco quello che deve essere il contegno di una signorina, a sedici anni, in pubblico e in privato.
IV. A DICIOTTO ANNI.
È questa l'età in cui una signorina è presentata in società, può partecipare a feste di battesimo, di matrimonio, balli ufficiali e balli di Corte: ma è anche bene, per la sua serietà, di non andare ogni sera in giro. Dai diciotto anni in poi, una signorina deve badare moltissimo al suo contegno, in pubblico: contegno riservato, ma grazioso: contegno gentile, ma non famigliare: conversazione vivace, — se è vivace — ma non eccessiva: allegria moderata, non musoneria: giusta serietà e non posa di tristezza. Con gli uomini molta grazia, ma non civetteria; molta finezza, ma non disputa di spirito; molto garbo, con una leggera tinta di freddezza. A diciotto anni, una signorina non chiama per nome, come uomini, se non i fratelli, e un poco i cugini, se vi è stata assieme nell'infanzia: chiama tutti gli altri per cognome e dà loro del lei. Non balla mai troppo con lo stesso cavaliere e se ne vuol rifiutare qualcuno, deve avere l'arte di saperlo fare; non si deve allontanare nelle altre sale, al buffet, sulle terrazze, lontana dagli occhi di chi l'accompagna: non deve preferire sempre lo stesso cavaliere, nel cotillon. La sua toilette al ballo sarà molto giovanile, leggera, con un décolleté non troppo esagerato, anzi modesto, con lunghi guanti bianchi: mantello di lana bianca, con ricami, con un po' di pelliccia, preferibilmente di mongolia, bianca. A teatro, la signorina prende posto, sempre nel mezzo, quando vi sono due signore; non adopera mai l'occhialino, o pochissimo, per fissare i palchi, mai per fissare le poltrone: ascolta la musica attentamente; non chiacchiera; non fa rumore; non si volta indietro, quando arriva qualche visita: non cambia posto: si disinteressa del ballo. In salone, ricevendo visite, la signorina aiuta costantemente sua madre o sua sorella maggiore, o fa gli onori, fa sedere le signore, conversa con quelle che sono sole, negli angoli, offre il the, i dolci, passa di persona in persona e accompagna chi va via, sin al secondo salotto. Facendo visita, con la madre o con altri, ella fa un poco la parte muta, salvo se trova altre signorine. In società, se la signorina sa cantare, sonare, recitar bene, solo allora si può produrre; se no, fa ridere. E quando sa far bene questo, si produca senza farsi troppo pregare e non s'inebbrii degli applausi; se sa sonar bene, si rassegni amabilmente, talvolta a fare da accompagnatrice e a sonare dei ballabili. E si rammenti, in generale, la signorina di diciotto anni, che, nel mondo, si riesce più con la naturalezza corretta dell'educazione, che con qualunque artificio, più con la semplicità gentile che con altre seduzioni, e più con la modestia, che con l'alterigia. Riescire nel mondo, per una signorina, che significa? Maritarsi, maritarsi, in nome di Dio!
V. LA VECCHIA ZITELLA.
E anche questo stato, che fa orrore a tante donne, può avere le sue dolcezze! Tutto sta ad elevarsi sovra il rammarico di non aver trovato marito, ed avere molto spirito e molto cuore, per poter godere tutti i vantaggi che dà lo stato di vecchia zitella. E così, dai quarant'anni in poi — giacchè calcoliamo da questo limite, lo stato di vecchia zitella — si può uscire sola; viaggiare sola; vivere sola, con qualche fedele persona familiare; ricevere sola: tutto ciò, senza che nessuno vi trovi a ridire. Viceversa, una vecchia zitella può farsi accompagnare, per la via, in un teatro, in un ritrovo, da un amico di casa; può fare delle conversazioni, con uomini di spirito e simpatici, anche a lungo; può ballare quanto vuole e con chi vuole; può, magari, filare, flirtare sentimentalmente, al solo scopo di passare un'ora graziosa: e tutto ciò senza essere criticata. Oh la vecchia zitellanza, diciamo così, ha i suoi beneficii! Si può andare, venire, discorrere, scrivere, partire, ritornare, senza dare troppi conti, a nessuno: si può amministrare la propria sostanza, grande o piccola, come si vuole, senza tutele e senza osservazioni: si può fare del bene, come si desidera: ci si può dedicare a qualche lavoro d'arte, di pensiero, senza ostacoli: si può consacrare la propria vita a l'amore dei nipoti, o alla beneficenza, o alla religione, senza le critiche del pubblico. Una vecchia zitella può vestirsi come le pare, purchè rispetti il suo stato e la sua età; può ricevere delle visite quando vuole, naturalmente nei limiti del rispetto; può avere delle carte da visita, può mettere il suo monogramma sulla carrozza, se l'ha, può mettere i gioielli di sua madre, se gliene ha lasciati; può, infine, godere di una onesta libertà di azione, di cui non godono punto, nè la signorina a diciotto anni, nè quella a venticinque, nè quella a trentacinque. La vecchia zitella si rammenti, sempre, che gli uomini sono disposti, nella loro vanità, a trovarla sempre ridicola: ella faccia in modo da avere tanta serietà, tanto spirito e tanta disinvoltura, da far loro rimangiare la voglia di burlarsi di lei. Non caschi nell'errore di proteggere gli amori altrui, di diventar una marieuse: resti in una linea di semplicità e di distacco, a proposito di amore e di matrimonio. Si crei delle buone affezioni, delle care amicizie, delle devozioni sicure, intorno a sè; sia benevola, indulgente, gaia, savia, buona consigliera, fedele amica: e la sua vita sarà dolce. Maritarsi è bene, ma è anche male: non maritarsi, è male, ma è anche bene.
FINE.
[ INDICE]
| Pag. | ||
| Avvertenza | [V] | |
| Grande vincolo | [1] | |
| I. | Il fidanzamento | [3] |
| II. | Richiesta di nozze | [5] |
| III. | Il fidanzato spadroneggia | [8] |
| IV. | Diritti e doveri del fidanzato | [10] |
| V. | Il corredo | [13] |
| VI. | Il corredo di biancheria | [15] |
| VII. | Padrino di matrimonio | [18] |
| VIII. | Doveri del padrino | [20] |
| IX. | Testimoni | [23] |
| X. | Le donne testimoni | [25] |
| XI. | Nozze civili | [28] |
| XII. | Ci si veste diversamente! | [30] |
| XIII. | Nozze religiose | [32] |
| XIV. | L'ora stupida | [35] |
| XV. | Nozze religiose: L'uso moderno | [37] |
| XVI. | Luncheon | [40] |
| XVII. | Viaggio di nozze | [42] |
| XVIII. | Partecipazioni | [45] |
| XIX. | Visite di nozze | [47] |
| L'unione mondana | [51] | |
| I. | Presentazioni e visite | [53] |
| II. | Giorni, giorni! | [55] |
| III. | Il giorno: gli obblighi | [58] |
| IV. | Che si offre il «giorno» | [60] |
| V. | Quando? a quale ora? | [62] |
| VI. | Un'ora, ogni giorno? | [65] |
| VII. | La nuova usanza | [67] |
| Lieta mensa | [71] | |
| I. | Invito a pranzo | [73] |
| II. | Grandi pranzi | [75] |
| III. | Pranzo di mezza cerimonia | [77] |
| IV. | «Menu» di una colazione | [80] |
| V. | Intermezzo: antipasto | [82] |
| VI. | Il «menu» di un pranzo | [84] |
| VII. | Nuovo «menu» di pranzo | [86] |
| Festa da ballo | [89] | |
| I. | Festa da ballo | [91] |
| II. | Festa da ballo: gli inviti | [93] |
| III. | Festa da ballo: gli obblighi | [95] |
| IV. | Festa da ballo: il trattamento | [97] |
| V. | Questioni mondane: le fanciulle nei balli | [100] |
| VI. | Segue: le fanciulle nei balli | [102] |
| VII. | Segue: le fanciulle nei balli | [104] |
| Piccolo intermezzo | [107] | |
| Si cambia casa: nuovi vicini | [109] | |
| I legami dello spirito. I Sacramenti | [111] | |
| I. | Festa di battesimo | [113] |
| II. | Madrina di battesimo | [115] |
| III. | Padrino di battesimo | [117] |
| IV. | Cresima | [120] |
| V. | Padrino di cresima | [122] |
| VI. | Madrina di cresima | [124] |
| Nelle case del Re. Prammatica di Corte | [127] | |
| I. | Presentazioni a Corte | [129] |
| II. | Altre presentazioni a Corte | [132] |
| III. | Lettere, suppliche, dediche alla Regina | [134] |
| IV. | Ballo di Corte | [137] |
| V. | Garden party a Corte | [140] |
| Avvertenza | [143] | |
| Fuori di qui | [145] | |
| I. | L'educazione in viaggio | [147] |
| II. | Ancora l'educazione in viaggio | [149] |
| III. | Di estate, qui e fuori | [151] |
| IV. | Andar via: la valigia della signora | [154] |
| V. | Andar via: la valigia del padrone | [156] |
| VI. | La villeggiatura: perchè ci si va? | [158] |
| VII. | La villeggiatura: quello che si spende | [161] |
| VIII. | In villeggiatura: poichè ci si deve andare.... | [163] |
| IX. | Il caldo: i due metodi | [166] |
| X. | Il caldo: il secondo metodo | [168] |
| XI. | La villeggiatura: i lavori donneschi | [170] |
| XII. | Si balla più che mai, in estate | [172] |
| XIII. | Saper vivere: ritorno dalla villeggiatura | [174] |
| Intermezzo: possono, debbono fumare le donne? | [177] | |
| La sigaretta: le donne, possono debbono fumare? | [179] | |
| Fra Natale e Capo d'Anno | [183] | |
| I. | Doni, doni, doni | [185] |
| II. | Il dono: a chi si deve donare? | [187] |
| III. | Il dono: quel che si deve donare | [189] |
| IV. | Idea per i doni di Natale e Capo d'Anno | [192] |
| V. | Ciò che si regala a innamorate, a fidanzate | [194] |
| VI. | Doni da farsi agli uomini | [197] |
| VII. | Christmas card (biglietto di augurio) | [199] |
| VIII. | Carta da visita | [201] |
| IX. | Visite di Natale e Capo d'Anno | [203] |
| X. | Fine d'anno | [205] |
| Altro intermezzo: L'educazione in chiesa | [209] | |
| In chiesa | [211] | |
| La nota dolente | [215] | |
| I. | Il lutto | [217] |
| II. | Durata del lutto | [219] |
| III. | Il lutto: come bisogna vestirsi | [221] |
| IV. | Il lutto: condoglianze, visite, eccetera | [224] |
| V. | Il lutto: uomini, bimbi, persone famigliari | [226] |
| Per voi, care fanciulle | [229] | |
| I. | Per la convenienza | [231] |
| II. | Da tredici a quindici anni | [233] |
| III. | A sedici anni | [235] |
| IV. | A diciotto anni | [238] |
| V. | La vecchia zitella | [240] |
Opere di MATILDE SERAO