— Io vado a prendervi le dieci lire, — disse la giovane donna, levandosi. — Ma, aspettate, voi siete venuta per qualche cosa? Che volevate? Che portate sotto il mantello?
E con la facilità, la bonomia, la semplicità di una creatura buona, Concetta Guadagno prese la scatola, la schiuse, osservò curiosamente i merletti.
— È un letto, è vero?
— Sì, è la guarnizione di un lenzuolo e di quattro foderette.
— Io non sono maritata, ma non importa; mi servirà di augurio. Non posso darvi molto, suor Giovanna, come vi meritate....
— Quel che volete, — mormorò la suora, le cui mani, adesso, tremavano, come tremava la voce.
— Una ventina di lire basteranno? È poco. Lo so. Contentatevi, se no, dovete andar girando. Contentatevi.
— Mi contento di tutto. Ve le donerei, se non avessi bisogno, poichè siete devota e buona. Ma io sono assai povera....
Già Concetta Guadagno tornava con un portafoglio di cuoio rosso, da cui cavò le trenta lire.
— Ho qualche soldo da parte, — ella parlò, come a sè stessa; — ma se Cicillo mi lascia, non potrò andare avanti che uno o due anni....