— No, no, non la voglio udire, dovete tacere, fatelo per amore di quella Vergine!
— Lodata sia, la Vergine! Non la volete udire, la nostra storia? Vi vergognate di ascoltare una storia di amore? Non avete mai amato, voi, sorella mia? Non rispondete? Anche voi avete amato, e la vostra storia è stata, forse, più triste della mia.
— Vi farete venire un gran male, se continuate a parlare così presto, così forte. Volete ammalarvi gravemente, di nuovo, volete morire, forse? — disse la suora, angosciosamente, non sapendo come far tacere la inferma, non potendo ritrarre la sua mano da quella gelida piccola morsa, che era una gelida piccola mano.
— Io morrò, — soggiunse quietamente l'inferma.
— Che dite?
— Dico che morrò, — replicò quella, guardando la monaca con occhi vividissimi.
— Quando Dio vorrà, non ora, speriamo, per il bimbo, per vostro marito.
— Morrò. Così finirà la triste istoria, quel romanzo, sapete, di Gaetano. Con la mia morte, finirà. Il pover'uomo non lo sa. Ma lo so, io. Crede di scrivere una storia assai, assai triste, ma con un lieto fine. Ma io morrò, è certo.
— Chi vi dice queste cose? Perchè le pensate? Calmatevi, tacete!
— Me le ha dette mio figlio Vittorio.