La badessa, ancora, le fece cenno di tacere.

Di nuovo, a queste parole che esprimevano tutta la umile tragedia del loro cuore trangosciato, risuonarono i clamori delle monache. Esse si erano separate dal mondo, trenta, quaranta, cinquant'anni prima, per sempre: esse avevano giurato povertà, castità, obbedienza e perpetua clausura a Dio: lo avevano giurato e avevano tenuto, sin quasi alla morte, il loro giuramento. Ora, lo infrangevano.

— Noi saremo in peccato mortale, — disse, terrorizzata, la badessa.

— Dio è buono, madre.

— Chi infrange i voti, è in peccato mortale....

— Dio ha tanto perdonato, madre mia!

— Sì, ma noi saremo in peccato mortale.

— Ne parlerò a Sua Eminenza.... egli vi manderà, presto, una parola consolatrice. È troppo afflitto per venire. Verrò io.... domani sera.... — mormorò egli, nella pochezza del suo spirito e nella bontà del suo cuore.

Ancora, silenzio. Poi, di nuovo, suor Teresa di Gesù, parlò, lentamente.

— Voi dite.... domani sera? Dobbiamo, dunque, andarcene subito?