‟Ma chi preferite?”
‟Chopin.”
‟È naturale,” disse lui, ‟sapete come è morto?”
‟Lo so,” disse lei chinando i soavissimi occhi.
‟Non amate voi anche i mughetti, signora.”
‟Sì, sopra tutti i fiori.”
‟E io li porto per voi.”
‟Oh,” fece l'altra soltanto.
‟Ditemi tutte le cose che amate, ditemele, voglio saperlo per amarle anche io.”
Ella lo guardò lungamente coi suoi puri occhi cristallini, ma non gli rispose. Per fortuna la voce stridula di donna Tecla Spada copriva l'imbarazzo di quel silenzio. Donna Beatrice di Santaninfa se n'era andata, dea pacifica, taciturna, distribuendo sorrisi, incedendo qual dea; e donna Clelia ora chiacchierava di scultura con un professore dell'Accademia di San Luca. Non si moveva donna Caterina Spinola, ma le sue perline nero-azzurre luccicavano come metallo temprato e brunito.