‟Che c'è?” disse Frati, venendo premurosamente.
‟C'è un guaio,” disse Stresa; e narrò il fatto delle capsule.
Frati diventò bianco.
‟L'affare è serio. Come facciamo?”
‟Io esco,” disse Stresa, ‟vado a cercare qualcuno: qui ci vuole una risoluzione disperata.”
E mentr'egli spalancava la porta per uscire, apparve sul pianerottolo Palumbo, il cronista del Tribunale, basso, secco, con due baffi spelacchiati sulla bocca meschina.
‟Dunque Joanna parte, lascia morire il giornale. E noi che facciamo?” domandò.
‟Chi t'ha detto questo?” disse Frati.
‟Non so: si dice. L'ho sentito nella sala di lettura a Montecitorio.”
‟Chi c'è a Montecitorio?” domandò Stresa, sempre con un piede fuori dell'uscio.