‟Grave assai. Vendeteci il vostro Tempo, non aspettate che cada il ministero, per subire uno scacco anche voi, con esso: il giornale se ne potrebbe risentire. Vendetelo a noi, noi lo faremo apertamente di opposizione.”
‟Io non cerco di meglio che vendere il Tempo. Ditemi quello che volete darne,” e si tagliò un pezzo di costoletta di vitello, immergendola nella salsa piccante.
‟Fate il vostro prezzo.”
‟No, no, dite voi.”
‟Anzi tutto, qual è la posizione vera del Tempo?”
‟Centomila copie,” disse, decisamente, Joanna.
‟Non ancora, Joanna.”
‟Manca pochissimo, cento copie, è lo stesso, domani saremo a centomila,” mormorò lui, arrossendo.
‟E rende?”
‟Ottantamila lire, nette.”