‟Non tanto, non tanto: vi sono persone che non si sostituiscono. E se il giornale non più posseduto e diretto da voi, deperisse, o peggio, cascasse in cattive mani, quale danno al partito!”

‟Il partito non ha fatto nulla pel Tempo, perchè io abbia troppi obblighi,” disse duramente Joanna.

‟Materialmente....”

‟Scusate, il giornale non ha bisogno di appoggi materiali....”

‟Lo sappiamo bene,” ribattè l'onorevole, parlando ingenuamente in plurale, ‟ma l'appoggio morale ci è stato, ci sarà sempre più, il partito ama i suoi amici, sa riconoscerli ed esser riconoscente.”

‟Nulla io chiedo.”

‟Siamo noi che chiediamo, caro Joanna: da qualche tempo vi lagnate di stanchezza, e questi pensieri vi possono condurre a una determinazione improvvisa, violenta certamente, che farebbe danno a voi e ci dispiacerebbe molto.”

‟Vale a dire?”

‟La vendita del giornale.”

‟Il Tempo è ancora mio,” rispose ambiguamente Joanna.