Riccardo lo seguì con l'occhio, poi rovesciò il capo sulla spalliera della poltroncina, e guardò il soffitto.
‟Ci ha una penna,” disse, rientrando, il giovanotto.
‟Eccola qua,” e gli dette la sua.
‟E dica.... vorrei anche un po' di carta.... se non le incomoda.... lì fuori, non ce n'è neppure un foglio.”
Riccardo frugò fra le carte, e trovò, dopo lunghe ricerche, tre o quattro fogli, un po' gualciti, un po' macchiati.
‟E non ho calamaio,” finì per dire Antonio Amati.
‟Eccole il mio,” disse pazientemente Riccardo Joanna.
‟Il suo, le pare? Non lo prenderò mai.”
‟Tanto, non ho da scrivere nulla.”
‟Non scrive?”