‟No, caro.”

‟Lo paga, il conto?” disse più sommessamente, il cameriere.

‟Sì, caro.”

‟E il vecchio?”

‟Diventi decrepito!”

‟Posso....” chiese con timidezza Antonio Amati, volendo pagar lui.

‟No, signor Amati: è mio ospite.”

E lasciò generosamente una lira di mancia al cameriere. Camminavano piano, per la via affollata: due volte si fermò Riccardo Joanna, con due persone. E dal modo come gli parlavano, dalla fiacchezza con cui egli rispondeva, si capiva che erano creditori e che egli non dava loro neppure delle buone ragioni. Antonio Amati si teneva in disparte, per prudenza. Riccardo Joanna riprendeva il suo cammino, lentamente, l'occhio impallidito sotto le palpebre rossicce: in Piazza del Duomo una bella signora che passava, lo salutò, sorridente. Egli le fece una profonda scappellata.

‟Posso domandare?...” disse Antonio Amati.

‟La contessa Colletta.”