‟Non mi mortifichi, signor Joanna: ma io non ho neppur queste.”
‟Non importa. Continui pure il suo articolo.”
Di là vi fu un discorso a voce più bassa, ma concitata. Il signor Casiraghi, un omaccione grosso e rosso, uscì con la faccia stravolta: andò via sbattendo le porte. Tutto contrito, Antonio Amati si azzardò a penetrare nella cameretta di Riccardo Joanna. Costui era seduto tranquillamente nella poltrona, col capo rovesciato sulla spalliera e guardava il soffitto.
‟Che dice?” chiese con ansia dolorosa il neo-giornalista.
‟Casiraghi? Vuole quattrocento lire: se no, non va in macchina.”
‟Deve aver molto?”
‟Quindici, o diciottomila lire, o forse ventimila.”
‟Non sa bene?”
‟Non so.”
‟E come farà, oggi?”