‟Mah!...”
‟E può esser tranquillo così?”
‟Sulle prime non si è tranquilli; poi.... ci si abitua. Ha finito il suo articolo?”
‟L'ho finito: ma è certamente bruttissimo.”
‟Non importa,” rispose distrattamente Riccardo Joanna.
E si mise a rivederlo, minutamente, con l'abitudine del vecchio giornalista. Antonio Amati guardava Riccardo Joanna, il gran giudice inappellabile e tremava in sè. Ma Riccardo Joanna non disse nulla: e nulla osò domandare Antonio Amati. Agabito si presentò al suono rauco del timbro rotto: Joanna gli consegnò il manoscritto:
‟Va' in tipografia, Agabito. Il sor Rinaldo è venuto?”
‟Sissignore: è andato subito a far colazione. Scriverà in tipografia.”
‟Se viene il cronista, lo manderai in tipografia anche lui.”
‟È venuto: ha chiesto dell'amministratore.”