Riccardo Joanna lo guardò, lesse la carta, macchinalmente:
‟Va bene,” disse. ‟Va' di là: ora ti darò le trentacinque e settanta.”
‟Non tardi, signor cavaliere: son solo e non arriverò in tempo.”
‟Arriverai, arriverai.”
Una inquietudine si manifestò sul volto di Antonio Amati. Si era fatto pallido: e la sua leale e buona fisonomia di giovanotto spensierato si contraeva nervosamente.
‟Che ci è?” domandò, come allarmato.
‟Quale spedizione?”
‟Quanto è ingenuo, lei, signor Amati! Oh questi giovanotti! Ma non lo sa, lei, che il giornale deve partire per la provincia, e ci vuole un francobollo da un centesimo, sopra ogni copia?”
‟Scusi,” fece l'altro, raumiliato.