‟Proprio si tortura assai?”
‟Sicuro: ogni volta che apre il Tempo si fa livido: questa sera avrà la febbre, io credo.”
‟Credete?” e rideva d'orgoglio.
‟Infine smetterete?”
‟No, no, non smetto sino a che il governo non lo traslochi.”
‟Mi pare difficile: il ministro dell'interno non si occupa dei giornali.”
‟E fa male, commendatore. Il prefetto sarà traslocato, vedrete.”
‟Si consolerà facilmente: ha tanti quattrini!” soggiunse filosoficamente il commendatore. ‟Venite al Sannazaro questa sera? È la serata dell'Amalia: ci andiamo tutti, un momento. Ma forse questo bel ragazzo avrà sonno?” e gli carezzava una guancia.
‟Io non ho mai sonno, o signore, domandate a papà,” rispose, tutto baldanzoso, il piccino.
‟Oh, Riccardo è un omino,” soggiunse il padre.