‟Era seria,” disse brevemente il padre.

A un tratto, in mezzo alla folla che ingombrava la Via di Chiaia, fra tante ricche botteghe, fra tanti lumi, fra il chiasso serotino estivo napoletano, il piccolino pareva preso da una grande malinconia. Camminava piano, si faceva trascinare, guardava svogliato, come distratto, le vetrine scintillanti.

‟Vorrei avere la mamma, papà: la mamma mi voleva bene,” diceva, sottovoce, in mezzo a quella folla, il bambino triste.

‟E io non ti voglio bene?”

‟Sì, sì, ma vorrei avere la mamma.”

‟Ma che hai, nino mio?”

‟A casa mi secco, solo: Marianna è noiosa e la padrona di casa è brutta.”

‟Ma ti maltrattano forse?”

‟No, no, ma mi secco, vedi. Se ci fosse la mamma, resterei. La mamma non ci è, non mi lasciare più solo solo, papà.”

‟Ti porterò sempre con me, Riccardo: non dire più queste cose.”