‟Hai lavorato molto?”

‟Molto.”

‟Sino a che ora?”

‟Alle tre, credo.”

‟Mi lasci leggere?”

‟No, non serve.”

‟Leggerò stasera, allora. Vestiti e andiamo a portare l'articolo al giornale.”

Senza turbarsi punto, come se Brandi gli avesse proposto la più naturale delle cose, Riccardo Joanna si alzò, si vestì, arruffò la sua nera chioma ricciuta di cui era un po' fiero, mise una cravatta di raso nero, poichè egli si sacrificava in tutto, salvo che nel vestito. Gravemente, ma con la disinvoltura di un giornalista provetto, egli rilesse il suo articolo, aggiungendo qualche virgola, rifacendo qualche lettera male scritta, numerando le cartelle, piegandole in due, come aveva visto degli originali di altri scrittori.

‟Che bella cosa saper scrivere!” disse sospirando Brandi, che aveva ammirato tutta quella mimica.

‟Peuh! non è una gran cosa,” fece l'altro, con disprezzo.