‟Vado a farti un articolo sul Giappone.”
‟È tardi, il giornale va in macchina.”
‟Lo farò stasera, per l'edizione di Roma.”
‟Sì. Ci conto.”
Se ne andò quietamente, con la sua aria di manovale indifferente, d'impiegato freddo e puntuale.
‟Gargiulo; cinquanta lire?” chiese, entrando dall'amministratore, Riccardo, e la sua voce pareva un grido di dolore.
‟Non le ho,” fece costui, togliendosi la sigaretta.
‟Cerca bene, te ne prego; fammi questo favore.”
‟Sai che conto di anticipazioni è il tuo?”
‟Gargiulo, non mi fare la predica, ho da pagare dodici lire di carrozza.”