— Fammi il piacere, ricordati a chi l'hai dato! —
— Ma sei pazzo? —
Eppure fra tutti questi signori che dicono no, c'è uno che dovrebbe dir sì, c'è uno che mentisce, c'è uno che in barba ad ogni regola di buona creanza si tiene il vostro libro.
Vi vengono dei sospetti, voi conoscete i polli, sapete più o meno chi sa giuocare di scherma. Vorreste entrare zitto zitto in casa sua, rovistare nella libreria, trovare la refurtiva e dirgli in faccia: “Sei un ladro!„ Ma chi vi dà questo diritto? Violare il domicilio! ci sono da sei mesi ad un anno di detenzione!...
Per due o tre giorni siete disturbato, disturbatissimo. Fate mille giuramenti. Non darò un libro neppure... Che mi tagliassero le mani!...
Giuramenti da donnicciuole. Dopo un paio di giorni l'ira passa e si ritorna da capo. Come si fa a negare un libro, come si fa a dire lì sul muso ad un amico: “Non posso servirti, perchè tu non lo restituisci più, perchè tu forse sei un ladro!„
E ladri di libri ve ne sono: ladri di cartella, ladri che dovrebbero comparire dinanzi alle Assisi. Ne conosco alcuni che raccattando libri da Tizio e da Caio mettono su un po' di libreria. E che arte ad allontanare ogni traccia! Se il libro ha sulla copertina il vostro nome, strappano la copertina; se il libro è rilegato ed ha il vostro nome sul dorso, raschiano la pelle finchè il nome va via e il libro... resta nelle loro mani.
Il miglior modo sarebbe quello di non prestar libri a chicchessia. Ma è possibile? Sareste qualificato per orso e peggio! Negare un libro. Vergogna! I libri non si negano. Dunque? Bisogna ricorrere a pretesti, a sotterfugi, a bugie. Esempio. Viene un amico a casa vostra e dopo avervi coperto di complimenti, dopo essersi premurosamente informato della vostra salute vi chiede, con bel garbo, il “Piccolo mondo antico„.
Voi su due piedi, da bravo avvocato, rispondete con cortesia:
— Non te lo consiglio, non ne vale la pena, sai. È un libro che annoia. —