Dopo un paio di giorni seppi da quel comune amico che il donatore stava disturbato con me. Io non mi dovevo permettere!.. O bella, e lui si doveva permettere?...

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E ritornassero tutti, i vostri poveri libri!

Diciamolo a onore e gloria del genere umano: pochi sono gli onesti che restituiscono un libro. Il Descuret nella Medicina delle Passioni dice: “Non prestate mai un libro ad un bibliomane, è capace di ritenerselo!„

Come è ingenuo il signor Dottore! Questa malattia la tengono un po' tutti. I libri escono, ma spesso non ritornano. Voi vi dimenticate, l'amico si dimentica o finge di dimenticarsi e buona notte!

Viene però il giorno del redde rationem. Il giornale, ad esempio, vi dà una brutta nuova: è morto Vittoriano Sardou. È morto? come è morto? Che peccato! Sardou è un artista! E senza volerlo l'occhio corre allo scaffale: sentite il bisogno di rileggere ad alta voce una scena del Rabagas. Ma dov'è questo dramma? L'ho visto sempre qui, insieme coi lavori dell'Hugo. Fosse nella camera da letto? no; sul comodino? no; in mezzo a quei giornali? nemmeno. L'avessi prestato? Già, già, l'ho prestato, l'ho prestato: mi ricordo. Ma a chi?„

Qui vi smarrite e si smarrirebbe il più abile commissario di polizia. Come prenderne le tracce? Ne domandate agli amici, ne scrivete a qualche collega lontano, che spesso spesso ricorre a voi per buoni libri; ma, com'è facile immaginare, chi fa il nescio, chi si disturba, chi cade dalle nuvole.

— Rabagas? tu sai che i drammi voglio sentirli a teatro!

— Ma se non l'ho letto!

— Io Rabagas!