“Lettore, hai mai spasimato?„
— No. —
“Questo libro non è per te.„
Tanto piacere! aggiunge un capo ameno.
Nè mancano i commentatori. “Niccolò dei Lapi„ è stracarico di note insulse e puerili. Firenze al tempo di Savonarola contava 30 mila anime. Massimo D'Azeglio era pittore e ministro di Vittorio Emanuele. I Palleschi e i Piagnoni erano due partiti politici, come oggi abbiamo i clericali e i liberali. Il Guerrazzi ha scritto una bella vita di Francesco Ferruccio.
Altri, come se la lettura di un libro fosse un avvenimento di massima importanza, vogliono far sapere a cielo e terra il tempo che hanno impiegato a leggere un volume. All'ultima pagina delle tragedie del Shakespeare trovo scritto: Incominciato a leggere il 15 giugno, terminato il 21 settembre dello stesso anno. E si limitassero a queste due date! Nossignore. Uno si esprime così: Terminato oggi 25 marzo, festa dell'Annunziazione di Maria SS. Scommetto che questo complimento me l'abbia fatto un canonico, il quale aspiri alla nomina di Vescovo. Un secondo: Letto in una giornata d'inverno. Sarei tentato a scrivervi sotto: “Stupido, le Ricordanze del Settembrini non si divorano in un giorno!„ Un terzo sarà un astronomo, si esprime così: 2 gennaio — mezzanotte — fulmini — freddo da cane.
E che dire poi di quelle signore, che si divertono a scrivere a margine dei nostri libri note di famiglia, indirizzi di amiche, ecc.? L'“Abate„ dello Scott n'è zeppo. — Fazzoletti 5 — lenzuola 4 — asciugamani 5 — calzoni 2 — camicie 12 — Domani 26 luglio bisogna pagare il sarto — Per la gonna a Carmela metri 3 di stoffa — Elvira Taiani, Via Bezzecca 15, Roma — Dottor Ernesto Solmi, Via Firenze N. 19, 2º piano, per consulto L. 10.
E ci sono delle sorprese anche più sensazionali. Sentite. Presto i “Racconti„ del Panzacchi ad un amico. Lo chiamo amico, perchè disgraziatamente si chiamano amici anche quelli che fanno dei brutti servizî. E questo signore me lo fece a modo o meglio me lo stava facendo, che io me ne accorsi a tempo e detti il “chi va là!„ Dunque dicevo, presto i “Racconti„ del Panzacchi. Dopo un paio di mesi non so come, nè perchè quel libro mi serve e glielo chiedo.
“Ve lo manderò oggi per mio figlio; ve lo manderò domani per la domestica„. Intanto passa oggi, passa domani; si arriva alla domenica, e il libro non viene. Un comune amico mi dice che i “Racconti„ del Panzacchi sono presso una signorina. Mando un biglietto alla signorina, e dopo mezz'ora ecco il libro, accompagnato da un altro biglietto. La signorina si dichiara fortunata potermi servire, ma mi prega di restituirglielo con una certa premura, perchè è un dono, e i doni sono molto cari. Un dono? dunque non è il libro mio questo? No, è il mio; sì, sì, è il mio! Apro e alla prima pagina trovo scritto: Alla signorina B. in segno di affettuoso ricordo l'amico (e qui nome e cognome di quel signore).
Santo Iddio! Del mio libro ne aveva fatto un dono! Che si voglia rubare... ma donarlo!...