Convenite con me: è una cattiva, cattivissima usanza quella di prestare libri.
Niente si presta con tanta facilità, niente si chiede con maggiore disinvoltura.
E quel che è peggio non si sa mai in quali mani vadano a cadere i vostri libri. Voi li prestate all'amico tale, ma poichè ognuno ha la sua schiera più o meno numerosa di amici, questo signor tale si crede nel diritto di farli leggere ad un altro, e così di amico in amico, i vostri poveri libri sono eternamente in moto.
Dopo un paio di mesi, dopo un anno ritornano a domicilio, ma in quale stato miserando! Sono dei feriti che vengono dalla guerra: malconci, piegati, ripiegati, sdruciti. Ad uno manca la copertina, ad un altro il dorso, ad un terzo un intero quaderno. E bisogna star zitto. Se ve ne risentite, l'amico è lì pronto a dirvi che il libro è stato trattato con ogni riguardo. “È sdrucito? ma se era sdrucito!„ “È macchiato d'inchiostro? ma se era così!„
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Quando vi viene restituito un libro, dategli sempre un'occhiata. Certi signori hanno il gusto di scrivere a margine le loro impressioni. È una critica spicciola, a monosillabi, spesso triviale, spesso arguta. Alcuni scrivono col lapis come per dire: se non vi piacciono queste osservazioncelle, cancellatele; altri non accettano revisione, vogliono eternarle con l'inchiostro!
Conservo i “Miserabili„ pieni di esclamazioni e di applausi. Ad ogni pagina: sublime! divino! insuperabile! impareggiabile! A fianco ad una poesia della Negri: Bravo la signorina! In un romanzo moderno, di cui taccio il nome dell'autore, trovo scritto di lungo e a grosso carattere questo bel complimento: Sei un porco! Nè credo che il poco cortese lettore abbia torto: certe espressioni somigliano davvero ad un grugnito!
A metà di “Biancospino„ del Barrili veggo un gran crocione in blu e sotto: Mi hai scocciato!
All'ultima pagina del “Conte di Montecristo„ Il finale non mi piace un fico secco! A piè di un capitolo di “Spagna„ proprio dove il De Amicis parla della Cattedrale: Non è vero, io ci sono stato tre mesi a Madrid! Ma che cosa non è vero? Non è vero che ci sia la Cattedrale!
Carina quella che leggo nella “Margherita Pusterla„. Tutti sanno che il Cantù alla porta del suo patetico romanzo incide questo breve dialogo: