Ma il papà degli artisti è il vescovo Andrea. Un giorno sale sul pulpito e fa vedere un piccolo seme; poi tira fuori una grossissima rapa e grida: “Ecco quanto è mirabile la potenza di Dio! Da sì piccolo seme trae un sì gran frutto!„
Il buon vescovo volle scomodarsi a portare sul pergamo quella rapa: avrebbe potuto farne a meno. C'era la sua testa!
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Sentite un mio consiglio. Non vi fate mai mancare i libri allegri.
Nelle uggiose giornate d'inverno, nelle lunghe convalescenze, nelle ore di noia, si ha bisogno di un libro, che ci metta un po' di buonumore nelle vene.
Siamo isterici nell'anima, noi moderni. Per natura o per abitudine, tiriamo alla malinconia, ostinandoci a vedere tutto buio, buio pesto. Ma il sole c'è, c'è la luna, ci sono le stelle!
Oggi tutti soffrono allo stomaco, tutti digeriscono male. E perchè? perchè si è ipocondrici.
Se fossi medico, prescriverei ai miei malati cinque o sei pagine del D. Chisciotte. Danno più globuli rossi quelle sei pagine che quaranta scatole di pillole Pink! Senza dire che quelle sei pagine costano molto, ma molto di meno!
I libri che si prestano.
Siete solito far rilegare in tela e pelle i grossi volumi di storia, di filosofia, di critica. Errore. Quei libroni non escono mai di casa. Fate rilegare invece i viaggi del De Amicis, i romanzi del Fogazzaro, del Tolstoi, del Barrili, del D'Annunzio; le novelle della Serao, del Verga; le poesie dell'Heine, del Leopardi, del Pascoli, della Negri; sono questi i libri, che vanno sempre in giro e che vi vengono sempre chiesti. Spesso non vi si dà nemmeno il tempo di poterli rileggere a tutta comodità. Le richieste degli amici piovono. Chi viene personalmente a casa, chi vi manda un bigliettino, chi vi abborda in mezzo alla strada: tutti vogliono leggere; e voi di buona o mala voglia dovete contentarli.