Dio mio! ad ogni passo una mannaia, in ogni casa un eccidio, in ogni tempio una profanazione. E in mezzo alle strade, allagate di sangue, vi appaiono come nella penombra, gli spettri di Marat, di Danton, di Robespierre. Che infernale trinomio! Marat riarso da una sete insaziabile di sangue, con tutti i sintomi fisici di un mostro: Danton, maschera convulsa di mastino ruggente, capace di strapparvi il cuore con uno sguardo; Robespierre, grande macellaio di carne umana, che parla con la schiuma alla bocca, che digrigna i denti e getta fiele anche sui morti! Queste ombre vi atterriscono; un fremito convulso vi agita, i capelli si rizzano sulla fronte, e voi chiudete il libro, esclamando:
“Maledetta la guerra e le rivoluzioni!„
***
Ma è inutile maledire. La guerra ci sarà sempre. L'uomo, per un fatale destino, deve di tanto in tanto dar prova della sua malvagità.
Lo Zar, in un momento di santo zelo, ricordandosi di essere non solo Imperatore, ma padre e Pontefice Massimo di milioni di anime, ebbe la felice idea della pace universale. Si, si, la pace! Vogliamo la pace!
Tutti i Moneta di questo mondo misero fuori un sospiro di soddisfazione. Finalmente!
Ma vedete un po': proprio lo Zar, forse per aggiungere l'esempio al precetto, attaccò lite — e che lite! — col Giappone.
Egli voleva la pace, sissignore; ma voleva anche la Corea. Gli Occhietti a mandorla si opposero. “La Corea è nostra!„ Nicola montò in bestia. “Nani screanzati! Voglio darvi io una lezioncina!„
Disgraziatamente invece di darla la ricevè.
Ma siamo giusti: come abolire la guerra, come darle il ben servito e metterla bruscamente alla porta, se essa oggi impera sovrana in tutte le Nazioni?