Le invenzioni debbono essere pratiche, debbono rendere un vero servizio all'umanità.
Le scoverte platoniche, cioè quelle che restano nel puro campo scientifico, sono passate di moda. Noi oggi dalla scienza non vogliamo scienza, ma benessere materiale. Così la pensa un editore tedesco, il quale ci ha promesso che fra un paio d'anni metterà in vendita un giornale mangiabile. Invece della carta, egli userebbe una pasta nutritiva e gradevole che si presta assai all'impressione, e l'inchiostro sarebbe surrogato da uno sciroppo deliziosamente profumato.
Questa volta c'è poco da ridere. L'editore tedesco merita baci. Il suo ritrovato giunge a tempo! Oggi, dopo aver letto il giornale, non sappiamo che farne e spesso ne facciamo un uso molto... umile, chiamandolo come padrino nelle faccenduole più... modeste; domani invece il giornale servirà per la colazione. Piegato in otto, in sedici, in trentadue, secondo la maggiore o minore larghezza della bocca — ci sono certe bocche! — andrà diritto diritto a rifocillare il ventricolo. E siate sicuro che tutti gli articoli — di fondo o di sfondo — saranno gustati dal pubblico. Un discorso del futuro Ministro di Agricoltura, Industria e Commercio, a proposito di un futuro monopolio di Stato, non soddisferà forse la Camera e il Paese, ma lo stomaco, sì.
Di questa provvidenziale scoperta si rallegreranno specialmente i poveri giornalisti. Se l'arte non rende, se la quarta o quinta o sesta o settima o ottava pagina frutta poco, se i Ministeri sopprimono i fondi segreti, pazienza! non per questo mancherà il pane quotidiano; e mentre Saturno, per capriccio egoistico, mangiava i proprî figliuoli, essi per necessità mangeranno i proprî giornali.
Il pane insomma è assicurato, e il pane, come sapete, risolve molti problemi, specialmente per i giornalisti, i quali, in massima parte, lavorano a stomaco vuoto. Sono pochi quelli che mangiano bene e trincano meglio: forse il direttore, il redattore capo, l'amministratore capo, il critico d'arte, i collaboratori illustri; ma tutto il resto della famiglia langue. Quei poveri reporters, che vanno, vengono come cani da caccia, debbono spesso appoggiarsi al muro per non cadere sfiniti. Ma allegri, allegri, o martiri del quarto potere! Se il signore vi farà vivere un'altra ventina d'anni, il mondo cambierà anche per voi!
Ma l'editore tedesco non si ferma ai giornali ed ha ragione. Perchè fermarsi, quando si sa fare così bene? Le scoperte sono come le ciliege: una chiama l'altra. Egli dunque ha pensato anche ai libri.
E così, se la miccia piglia fuoco, i posteri avranno i libri mangiabili!
Non spalancate gli occhi! Oramai ci siamo e bisogna aspettarsi simili tiri. Il poeta ci avverte che sulla terra nihil novi e quindi nessuna cosa deve far maraviglia. Del resto, la fine del mondo non verrà così per capriccio, deve provocarsi con stranezze e stravaganze, e il sole allora si precipiterà nel vuoto, esclamando come il biblico Ercole: “Muoia Sansone con tutti i Filistei„, quando avrà perduto la pazienza e si sarà stancato di illuminare le nostre pazzie.
Ma lasciamo stare il sole! La scienza ha pensato anche a lui e ride di una possibile minaccia. “Se il sole venisse a mancare, — scrive un astronomo tedesco — noi potremmo vivere comodamente nel centro della terra, sviluppando calorico, luce e vita con l'elettrico.„ Il sole dunque poteva fare il capriccioso e il dispotico due secoli fa, ma appena il benedetto ranocchio del Galvani ebbe quella piccola convulsione nevrastenica, i tempi mutarono anche per lui; e l'uomo moderno non solo non l'adora, come una divinità, ma arriva finanche a dirgli che a conti fatti non è poi tanto necessario. Se non gli dà il benservito, è per pura cortesia. Del resto, faccia il suo comodo, noi faremo il nostro, mangiando giornali e libri!
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