Un vero guaio lo passeranno i poveri maestri elementari.

I nostri marmocchi, quando vanno a scuola, si riempiono le tasche di ciliege e di biscotti, e, mentre il maestro si sfiata per far capire il meridiano o la divisione a due cifre, essi si sgranano la merenduccia; ma domani si adatteranno con i libri.

“Signor maestro, Margiotta si mangia l'aritmetica!„

“Signor maestro, De Nicolais ha mangiato due pagine del mio libro di lettura!„

“Signor maestro! signor maestro!..„

Ed il povero pedagogo a gridare, a minacciare, a castigare, a persuadere con la voce e con gli scappellotti — secondo i regolamenti non si dovrebbero dare, ma si danno lo stesso! — che i libri si mangiano a fin d'anno, dopo gli esami.

Avviso alle future madri: sia abbondante la colazione ai vostri figliuoli. Se voi risparmiate il pane e il companatico, i birichini ricorrono ai libri!

E basta con gl'inconvenienti. A parlarne troppo potremmo sembrare retrogradi. Oggi bisogna dare il benvenuto a tutte le cose nuove e battere le mani ad ogni scoperta: quindi parliamo dei vantaggi.

I vantaggi sono stragrandi. Sentite.

Tutta l'immensa pleiade di poeti, di romanzieri, di novellieri di bassa forza, che non incontrano fortuna e che, malgrado il lavorìo di spalle, non arrivano ad uscire dall'oscurità, potranno cessare i loro lamenti. Se il pubblico è ignorante (lo battezzano sempre così quei signori!) se le conventicole letterarie congiurano a danno di quei poveretti, il caso non è disperato: le spese di stampa non sono mai perdute. Quelle poesie, quei romanzi, quelle novelle, non comprese, resteranno per uso di famiglia, e i fanciulli a colazione, a pranzo e a cena faranno pasqua con i libri del genitore.